Luglio 4, 2008

E’ forse l’ora della nostra Resistenza

Bellavoglia voleva andare in vacanza. Voleva spaparanzarsi sullo sdraio, prendere il sole e non pensare troppo ad altro. Peccato che però Bellavoglia abbia una coscienza. Civile, sociale, politica. E non poteva tacere di fronte a questo affronto alla Costituzione, alla Repubblica, alle basilari leggi che regolano la comunità civile. Non poteva tacere di fronte alle nuove scelte di questo governo, di fronte alle avvisaglie di un nuovo regime, illiberale e antidemocratico, naturale proseguio del quinquennio 2001-2006 in cui gli oppositori scomparvero dalle televisioni e il governo Berlusconi sistemò quasi tutte le vicende giudiziarie del proprio primo ministro.

“Quasi” tutte. Per finire il lavoro serviva un nuovo governo, nuovi provvedimenti per impedire il processo per corruzione del testimone David Mills a carico di Silvio Berlusconi. Questi provvedimenti verranno a breve approvati, grazie anche alla complicità del Presidente della Repubblica Napolitano. Leggi che bloccano i processi, leggi che rendono impuniti e impunibili Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente del Senato e Presidente della Camera; insomma, come nelle peggiori fantasie di Orwell, “tutti i cittadini sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

Agire è un dovere. Impedire che l’Italia diventi definitivamente una dittatura – e per dittatura moderna non si intende la parata militare in piazza (anche se l’esercito per le strade è un segnale non indifferente lanciato dall’esecutivo), ma un efficace e sottile uso dei media per modificare le notizie, distorcere i fatti, influenzare l’opinione pubblica, un’unica e promiscua casta, differente per simboli e nomi, ma non per obiettivo finale e mezzi per perseguirlo – è assolutamente un obbligo per chi abbia a cuore il nostro Paese. Movimentiamoci, in un modo o nell’altro, con volantini, urla, campagna porta a porta, manifestazioni, luoghi di incontro, qualunque cosa possiamo fare di utile per tutti noi. Un primo passo può essere leggere l’appello di un gruppo di costituzionalisti, http://www.repubblica.it/speciale/2008/appelli/costituzionalisti/index.html, che vi invitiamo a firmare, contrari a questa deriva autoritaria.

Un’altra idea potrebbe essere partecipare alla manifestazione dell’8 luglio, a Roma in Piazza Navona, organizzata da MicroMega http://temi.repubblica.it/micromega-online/l8-luglio-in-piazza-contro-le-leggi-canaglia/?com=449#commenti.

Insomma, agite come volete, quando volete, nelle maniere più disparate, ma agite. Bellavoglia cercherà di vigilare, si è alzata dallo sdraio e crede ci sia ora qualcosa più importante che rilassarsi. Non lasciatela sola, non lasciatevi soli.

                                                           Jan

Giugno 27, 2008

forse sì

http://static.boomp3.com/player.swf?song=byiayqtr0_x&autoplay=1

questo il link per ascoltare la prima puntata

http://boomp3.com/listen/byiayqtr0_x/1°puntata-bellavogliaexpress”>boomp3.com</a>

e questo quello per scaricarla

se tutto va bene, il podcast della prima puntata di Bellavogia Express, in pessima quaità audio… la prossima se ci sarà sarà migliore…

                                                  lo Staff

Giugno 19, 2008

comincia il contest/bando

Bellavoglia, inutile negarlo, è alla ricerca di un logo/simbolo…. quindi sono aperte le porte per qualsiasi idea. la prima giunge dalla mano di Federico Sanalitro che propone questo banner

la prima proposta di logo

diteci la vostra idea, e se ne avete di migliori (o di peggiori) mandate, mandate, mandate. bella

Giugno 18, 2008

forse è nata una radio

oggi è un gran giorno per l’umanità e un piccolo passo per Bellavoglia.

è quasi ufficiale la notizia: nasce Bellavoglia Radio! il link è ancora da definire ma ci si sta lavorando, oggi sembra la giornata propizia per l’inizio delle trasmissioni… non mancate

19/06/2008 17:45 Bellavoglia Radio comincia le trasmissioni.

seguiteci su questo sito: http://bellavoglia.listen2myradio.com

nel caso non riusciste a sentire provate a cliccare su skin3 o skin4… è una prova, quindi la qualità sarà quella che sarà.. grazie di tutto in anticipo

Giugno 17, 2008

“dove eravamo rimasti?”

eccolo, l’esito, epilogo della fortunata inchiesta “la cosiddetta antipolitica o superpolitica?”… godetevelo

Giugno 17, 2008

Disobbedire

Disobbedire se resterà l’ultima strada. Se il futuro che ci aspetta sancirà le nuove leggi del terzo governo Berlusconi, che è uguale al primo e al secondo, con buona pace di chi (non noi) si aspettava la stagione dello statista da consegnare alla Storia. Come se un miliardario di 72 anni potesse cambiare qualcosa, una virgola o un capello, delle proprie ossessioni e privilegi e prepotenze. Dunque niente intercettazioni e niente notizie. Magistrati nella rete. Giornalisti in galera. Politici schermati dalla legge. Periferie presidiate. Campi nomadi circondati. Clandestini passibili di arresto. Carceri sempre più piene di soli poveracci: tossici, extracomunitari, gli ultimi dell’ultimo girone. Mai più un banchiere molestato da indagini. Mai più un primario, né una clinica. Mai più un fabbricante di strade e di ponteggi pericolanti. Mai più i trafficanti di calciatori, di bond argentini e di sub prime. Mai più scalatori di banche e di assicurazioni.
Giornali e giornalisti obbligati al silenzio. Editori passibili di immediati ricatti, con perigliose battaglie legali, ritorsioni economiche, guerriglie normative senza fine. Oppure gentilmente  blanditi dalle dolcezze del quieto vivere. E dal veleno di dossier (veri o falsi) ma ugualmente clandestini e clandestinamente compilati per allestire ricatti ideati da tutti gli spioni disponibili nei sottofondi della repubblica. Disobbedire. Scrivere quel che si riesce (e riuscirà) a sapere. Usando i propri giornali se ci stanno, oppure l’ovunque planetario della Rete, oppure il ciclostile. Non piegare la schiena. Non rinunciare neanche un po’ a essere liberi.

Pino Corrias

 

per tutti quelli che cianciavano di espatriare e grandi annunci di nonsisache, volevamo ricordare ciò che succede in questi nostri giorni. perchè certo l’impegno politico o l’interesse per il proprio futuro non si misura certo commentando o partecipando a questa piccola agorà, ma conoscendo qualcuno vorremmo essere sicuri che nessuno si sia dimenticato chi ci governa, quali sono gli obiettivi che intende perseguire, e con quali metodi soprattutto. Questo per non smettere di voler conoscere e allo stesso tempo con la volontà di reagire, perchè non ci sono mesi o stagioni di interesse politico dimenticandosene poi nei successivi. è cosi che berlusconi ci ha cambiato in questi anni, perchè lui è sempre lo stesso, siamo cambiati noi che gli lasciamo ormai campo libero. per difendere “le poche barricate ideologiche erette”, sveglia, non è troppo tardi per disubbidire.

Giugno 15, 2008

intervista doppia

http://it.youtube.com/watch?v=6D1cMkDKVlw

nuovo video per Bellavoglia… questa volta i protagonisti sono Lorenzo Pizzi e Antonio Franceschiello.. da non perdere…

http://it.youtube.com/bellavoglia

Giugno 10, 2008

una storia come tante..

torna bellavoglia, e lo fa raccontando una storia. una storia di disperazione, povertà e miseria, vissuta all’ombra di un sole cocente, facendo la spola tra i sobborghi bolognesi e le ruvide pavimentazioni marittime.

http://it.youtube.com/bellavoglia

Maggio 15, 2008

Per non dimenticare, stronzi

Clamorosamente (dis)impegnati e fecondi di idee entriamo in questa clamorosa primavera-estate con un carico di aspettative, progetti, sogni, lusinghe verso la professoressa più appetitosa. Anche se tutti vogliosi e bramosi di sentire cos’ha da dirci il piccolo e paffuto Jan sulla Sinistra Arcobaleno, vi chiediamo di ascoltarci in questo clamoroso messaggio a reti unificate, stronzi.

Come piattaforma virtuale/geniale riusciamo a defecare progetti con la frequenza in cui Julio prende una multa o Samu schitarreggia. E proprio ora vi narriamo di scenari leggendari: innanzitutto conferiamo la nostra totale stima ai nostri Youtuber concittadini, a cui rivogliamo l’invito di una proficua collaborazione per rivitalizzare/denunciare/mostrare tutto ciò che amabilmente ci circonda, allargando la proposta ai bavosi grandiosi abitanti dei paesi limitrofi. Oltre a consolidarsi nel territorio, Bellavoglia® punta a nuove forme espositive da ricercare dentro sorprendenti angoli artistici inesplorati (blablabla. zzz). Per dirla semplice, oltre alle famose inchieste, saranno presto in lavorazione i corti (cortometraggi per voi pecorume) di cui ancora neanche noi sappiamo niente, ma che ci dicono dalla regia essere frizzanti e golosi. Senza dimenticare gli spazi sull’attualità e le creazioni nostre/vostre (solo nostre, stronzi), anche se sembra che su questo blog noi ci masturbiamo, è sottinteso che a tutti i progetti sopra elencati siete vivamente pregati di collaborare, con consigli, creazioni, critiche, ricette. E per finire, già sapendo che gli stronzi se ne staranno in panciolle, mentre i Be(lla)Vo(glia)Boys(Boys) già scalpitano, vi invitiamo a non sottovalutarci nella nostra opera. Attendiamo tutto il materiale, ma sappiate che non abbocchiamo che, come dice Rambo Di Pietro, “prima constato, poi vi do il costato”. E per costato intendo sotterfugi.

p.s. anto aspettiamo il tuo articolo, boia di un mondo, Bellavoglia non si scorda di te, a differenza di tutti gli altri (stronzi)

p.p.s Briaaaaaaaan the paaaaaalma

                                                                                                    Jan e Pier, meglio conosciuti come lo Staff

                                                           Samu alla chitarra

Maggio 8, 2008

Questa è la novità del nostro paese, questa è la sinistra riformista

Su Bellavoglia abbiamo tanto parlato di Berlusconi, del personaggio, delle sue pendenze penali, delle colpe di chi lo ha fatto eleggere eccetera. I nostri timori non hanno esitato a tramutarsi in realtà: incontrando Vladimir Putin – sotto la cui presidenza sono morti in condizioni misteriose 200 (200!) giornalisti avversi al potere – il nostro premier ha mimato il gesto del fucile verso una intervistatrice che aveva posto una domanda imbarazzante all’ex presidente russo su una sua presunta relazione; il presidente della Camera Fini, terza carica dello Stato, ha definito molto più grave gli atti di protesta – sbagliati finchè si vuole – con il rogo di bandiere israeliane, che l’assassinio di un giovane a Verona – ucciso senza motivo da cinque italianissimi, anzi padani, all’uscita di un locale (ecco perchè la Lega “sa parlare al nord” e “i rom vanno sbattuti fuori a calci nel culo”; un altro, ultimo applauso a tutti quelli che li hanno eletti).

Detto e ripetuto questo, e state certi che non ci stancheremo di ripeterlo, è ora di spostare la nostra visuale, verso quella che è la nostra zona di appartenenza/riferimento.
Lasciatemi dare un parere sul Partito Democratico e sul suo risultato, partendo dalle premesse. Partito nato dalla fusione di Ds e Margherita, si propone come grande novità del palcoscenico italiano: quindi spazio ai giovani, alle donne, i vecchi colonnelli e senatori lascino spazio a membri della società civile, tutti i candidati si scelgano attraverso primarie. Insomma, non un partito di sinistra, ma di certo un partito in teoria nuovo, con ottimi meccanismi come quello delle primarie, e insomma una novità che ci voleva. Alla scelta plebiscitaria del leader – comunque ad opera dei cittadini, ben tre milioni e mezzo – già si poteva notare come la novità fosse più sui volantini che negli organigrammi, con un segretario in politica da trent’anni, che aveva straperso le elezioni del 2001 da segretario del principale partito del centrosinistra e che – forse non tutti lo sanno – aveva “regalato” la concessione di trasmettere a Mediaset in cambio della direzione di Rai Tre al Pci. Poi, dopo aver comunque influito sulla caduta del governo Prodi, la scelta di correre da soli: una scelta probabilmente giusta, dopo un biennio affrontato con una coalizione troppo disomogenea per governare. Ma le speranze, per chi ha occhi per vedere, finiscono qui: dopo la promessa di non candidare persone aventi problemi con la giustizia, vediamo tredici tra condannati, prescritti, patteggiati eletti in Parlamento. Abbiamo notato la presenza di molte candidature-civetta con giovani donne paracadutate per via delle discendenze familiari; abbiamo notato la candidatura di Vladimiro Crisafulli, colluso con Cosa Nostra, e l’iniziale esclusione di un leader anti-mafia come Beppe Lumia. Abbiamo notato la totale assenza dal programma e dai discorsi di Veltroni di temi come il conflitto d’interessi, le televisioni, la giustizia, con l’infantile atteggiamento di non nominare mai l’avversario. Quando l’alleato Di Pietro ha osato parlare della multa che saremo costretti a pagare retroattivamente dal 2009 se Rete4 continuerà a trasmettere, è stato subito rimbeccato da D’Alema. Abbiamo infine notato, che tutta la vecchia nomenklatura era al suo posto, candidata e destinata a essere eletta. Insomma, in pochi hanno pensato che il Partito Democratico fosse qualcosa di realmente alternativo al Partito della Libertà, e molti di meno hanno ceduto al “ricatto” del meno peggio – in una lotta all’ultimo sangue a dire il vero.

E qual è stato il fenomenale risultato? Un misero 34,80%, una manciata di voti in più rispetto alla somma di Ds e Margherita due anni fa, quando: 1) votare Ulivo o Rifondazione o Verdi era ugualmente utile contro Berlusconi, mentre in questa tornata tutti coloro che sono stati mossi dal solito “senso del dovere” anti-Berlusconiano hanno votato Pd; 2) Ds e Margherita erano due partiti vecchi, il Pd aveva dalla sua un indiscutibile fattore novità; 3) due anni fa c’era una nutritissima schiera di politici eletti della sinistra radicale, ora la Sinistra è scomparsa dal Parlmento. Infine, last but not least, il fantomatico meccanismo delle primarie è stato calpestato in Sicilia: perfortuna, non senza una ripercussione devastante. Due anni fa, la candidata scelta dai siciliani Rita Borsellino prese quindici punti percentuali in più rispetto ad Anna Finocchiaro, paracadutata da Roma, che ha ottenuto un imbarazzante 30%. La ricompensa non è stata il benservito e l’invito a cercarsi un lavoro alternativo, ma il ruolo di capogruppo al Senato.

Quindi chi sperava in un ricambio generazionale dopo la sconfitta – come avviene negli altri paesi civili – ha dovuto ricredersi: qui non siamo in un paese civile, siamo in Italia, dove la classe politica è una casta – oddio!, oddio! È arrivata l’antipolitica! – e dove il candidato premier del centrodestra, attaccabile sotto qualsiasi profilo, non viene neanche nominato dall’avversario.

A presto con il capitolo sulla Sinistra Arcobaleno.

                                                                         Jan